e tanto per restare in tema di risparmio e fai da te……..

settembre 4, 2009

 

….tadaaaaaaaaaa.

La LISCIVA o LISCIVIA, il sapone fatto in casa. La lisciva è una soluzione liquida, ottenuta dalla semplice bollitura di cenere di buona qualità setacciata. Veniva usata in passato soprattutto per lavare e sbiancare i tessuti, ma anche per tutte le altre pulizie casalinghe e, estremamente diluita, anche per la pulizia di tutto il corpo, grazie al suo potere detergente, sgrassante e disinfettante e al delicato e piacevole odore che rilascia. Come accade per una qualunque ricetta, anche nel caso della lisciva esistevano ed esistono varie ricette e procedimenti differenti a seconda del ‘cuoco’ e dell’utilizzo a cui era destinata. La lisciva è un detersivo naturale, ottenibile con un procedimento ‘casalingo’ semplice, che non richiede impianti imponenti e lavorazioni complesse e che per questo rappresenta per l’ambiente un carico di entità bassissima…che potrebbe ulteriormente diminuire se per la cottura si utilizzasse un forno solare, in estate, o una cucina economica, un camino che nei mesi invernali sarebbero comunque accesi ed il cui calore andrebbe altrimenti disperso. …tuttavia naturale non significa totalmente innocuo. E’ comunque da considerarsi un detersivo a tutti gli effetti, poiché la reazione chimica che avviene tra la cenere e l’acqua attraverso la bollitura conferisce all’acqua, potenziandolo, il potere detergente, ma anche leggermente corrosivo che è naturalmente proprio della cenere…per i piatti, quando disponibile, l’acqua di cottura della pasta, ricca di amido, andrà benissimo! Ciò che serve: CENERE e ACQUA in un rapporto 1: 5 (ovvero 1 bicchiere di cenere per 5 bicchieri d’acqua) Come fare: – Setacciare la cenere. – Disporla in una grossa pentola (espressamente destinata a questo uso), rispettando il giusto rapporto cenere/acqua ed aggiungervi l’acqua. – Portare ad ebollizione, a fuoco lento, mescolando di frequente all’inizio e di tanto in tanto quando la cottura si è stabilizzata. – Far bollire circa 2 ore. E’ consigliabile, verso fine cottura, assaggiare giusto una goccia del composto da posare sulla lingua per valutarne la potenza: se ha bollito sufficientemente pizzicherà appena. Non eccedere nella bollitura, in quanto la lisciva ottenuta diventerebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e per l’ambiente. – A cottura ultimata, lasciare raffreddare e decantare. – Preparare un recipiente e qualche straccio di cotone pulito che non scolorisca. – Tendere sul recipiente lo straccio. – Versare il contenuto della pentola sullo straccio nel recipiente, con l’accortezza di non agitare il liquido, cercando cioè di mantenere separata la parte solida da quella liquida. Se necessario ripetere questa operazione per ottenere una lisciva (ovvero la parte liquida) più filtrata e quindi più limpida. – Versare la lisciva in un flacone di plastica. La lisciva è pronta! e si conserverà per anni. Cosa si ottiene da questo procedimento: ¨ Una parte liquida, la lisciva propriamente detta, da usarsi per tutte le pulizie (piatti, biancheria, pavimenti, ecc.) ed anche direttamente in lavatrice come un normale detersivo. ¨ Una pasta cremosa, che possiede un certo potere detergente e che può essere utilmente usata per lavare i piatti, poiché non sporca ed è meno aggressiva rispetto alla cenere d’origine, destinando la lisciva ad altri impieghi più esigenti e specifici.

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per oggi devio dal mio

settembre 3, 2009

argomento filatura per introdurne un altro che,anche se non mi riguarda direttamente,trovo comunque in linea con la visione del blog.
Sapete che molte persone ,un po’ a causa della crisi,un po’ ,ed è questo il punto che mi interessa,per un rinnovato amore verso il realizzare da sè quante più cose possibili ha cominciato ad autoprodursi il vino?
Io solitamente,non bevo,ma penso che ,sicuramente,questi vini casalinghi,magari non saranno paragonabili ai Grandi vini,ma sicuramente superiori,per gusto e genuinità a tante contraffazioni commerciali:
Incollo qui di seguito l’articolo così come lo ho ricevuto da un sito pieno,fra l’altro di idee per  risparmiare alcune delle quali,molto creative e……fai da te off course!!!

FONTI:http://www.guadagnorisparmiando.com/alimenti/crisi-vino-fatto-in-casa/#more-9330

vino

Con la crisi boom del vino fatto in casa
Di Laura Ricciardi, in Alimenti.
Commenta!
Un bicchiere di vino al giorno fa bene alla salute, ovviamente da bere a stomaco pieno. Così afferma un famoso detto popolare. Anche se probabilmente la quantità di un bicchiere va un pò ridimensionata, la sottoscritta per esempio se dovesse berne un bicchiere inizierebbe a dare i numeri fino a sera. Ecco perchè a tutto c’è una misura ed ogni corpo é diverso dall’altro.

Fatto sta che in effetti una caraffa di buon vino non manca sulle tavole degli italiani. E non sono pochi coloro che si apprestano a prepararlo da sè. Per farlo in casa bastano una ‘mini-pigiatrice‘ e un torchio meccanico. Il costo si aggira attorno ai 30 centesimi al litro. Potrete inoltre comprare anche su internet (spendendo intorno ai 100 euro) kit del ‘Buon vinaio’.

Il vino fatto in casa registra un vero e propriuo boom. Lo afferma il responsabile vino della Coldiretti, Domenico Bosco:

Negli ultimi anni si registra un forte incremento del ‘fai da te’ negli alimenti e si moltiplicano le iniziative per favorire la preparazione casalinga dei cibi. Portare a tavola vino ottenuto direttamente in cantina dall’uva, acquistata in campagna, è possibile grazie alle nuove tecnologie innovative che consentono di combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola e garantiscono la qualità e la genuinità del prodotto.

Pigiatrici di dimensioni ridotte, da tenere in cantina – spiega il responsabile vino riguardo agli strumenti occorreneti – abbinate a un piccolo torchio meccanico che consentono di fare il mosto dopo aver acquistato uva direttamente dalle aziende agricole. L’uva da vino quest’anno sarà venduta in molti casi a prezzi non superiori a 20 centesimi al chilo e considerando una resa del 75 per cento è possibile produrre un litro di vino con una spesa di meno di 30 centesimi, meno di un decimo del costo di un buon vino al supermercato.

Ma non solo risparmio, se produciamo da soli il vino sappiamo quali uve abbiamo utilizzato e quindi siamo certi della genuinità di produzione. Ma sarà davvvero così facile fare il vino in casa?

e a proposito di filatura……..

settembre 2, 2009

abbiamo anche un illustre precedente…..

e guardate come si diverte questa signora….
]

che stavamo dicendo…..?

settembre 1, 2009

 

 

 

ah …sì!

Che anche io sto per cimentarmi in un magico antico mestiere e che ,fra l’altro,mi sto accorgendo che non è stato mai completamente dimenticato (meno male!!

La Filatura!!

Chi non ha letto  La Bella Addormentata e non si è fatta incantare dalla puntura del fuso?

E sono fortunata perchè mi sono imbattuta ,prima in questi due fantastici blog di cui ho immediatamente sottoscritto i feed:http://lamatassaultravioletta.blogspot.com/ 

e

http://www.lacasanellaprateria.com/spinning/

hanno entrambe realizzato dei filati deliziosi e mi hanno fato venire…metaforicamente..l’acquolina in bocca!

In più ho trovato anche questo gruppo :http://it.groups.yahoo.com/group/filodilana/ dove ,nonostante la mia abissale inesperienza mi hanno gentilmente accettata,fra l’altro parlando con la moderatrice,ni sono ricordata di avere in casa un fuso antico che comprai anni fa ad un mercatino delle puli anche s emi sembra pià difficoltoso da usare di quello che ha come un rocchetto all’estremità,infatti,mi chiedo:in quelli come il mio,come si fa ad allacciare le fibre? per intenderci,il mio fuso è come quello in foto:Fuso

Invece penso che sia pià  facile da usare questo tipo di modello che questa ragazza si è addirittura,costruita da sè! Bravissima!

http://gomitolina.blogspot.com/2008/04/ecco-il-risultato-here-is-result.html

Oggi,invece,ho appena ordinato questo ,libro spero che mi aiuterà anche a non…scoraggiarmi!!!…comunque voglio ritrovare il mio vecchio fuso anche se poco agevole!!!spinning

SPINNING 120 pagine, testo INGLESE ART.TES7 € 24,00 MANUALE TECNICO CHE VI INTRODUCE NEL MONDO DELLA FILATURA A MANO, BELLISSIMO FACILE DA CAPIRE UTILISSIMO ALLE PRINCIPIANTI.

A domani!

 

“……………

Essendo venuto il momento della vecchia fata, essa disse tentennando il capo più per la bizza che per ragion degli anni, che la Principessa si sarebbe bucata la mano con un fuso e che ne sarebbe morta! Questo orribile regalo fece venire i brividi a tutte le persone della corte, e non ci fu uno solo che non piangesse.

A questo punto, la giovane fata uscì di dietro la portiera e disse forte queste parole:

“Rassicuratevi, o Re e Regina; la vostra figlia non morirà: è vero che io non ho abbastanza potere per disfare tutto l’incantesimo che ha fatto la mia sorella maggiore: la Principessa si bucherà la mano con un fuso, ma invece di morire, s’addormenterà soltanto in un profondo sonno, che durerà cento anni, in capo ai quali il figlio di un Re la verrà a svegliare”.

Il Re, per la passione di scansare la sciagura annunziatagli dalla vecchia, fece subito bandire un editto, col quale era proibito a tutti di filare col fuso e di tenere fusi per casa, pena la vita.

Fatto sta, che passati quindici o sedici anni, il Re e la Regina essendo andati a una loro villa, accadde che la Principessina, correndo un giorno per il castello e mutando da un quartiere all’altro, salì fino in cima a una torre, dove in una piccola soffitta c’era una vecchina, che se ne stava sola sola, filando la sua rocca. Questa buona donna non sapeva nulla della proibizione fatta dal Re di filare col fuso.

“Che fate voi, buona donna?”, disse la Principessa.

“Son qui che filo, mia bella ragazza”, le rispose la vecchia, che non la conosceva punto.

“Oh! carino, carino tanto!”, disse la Principessa, “ma come fate? datemi un po’ qua, che voglio vedere se mi riesce anche a me.”

Vivacissima e anche un tantino avventata com’era (e d’altra parte il decreto della fata voleva così), non aveva ancora finito di prendere in mano il fuso, che si bucò la mano e cadde svenuta.

La buona vecchia, non sapendo che cosa si fare, si mette a gridare aiuto. Corre gente da tutte le parti; spruzzano dell’acqua sul viso alla Principessa: le sganciano i vestiti, le battono sulle mani, le stropicciano le tempie con acqua della Regina d’Ungheria; ma non c’è verso di farla tornare in sé. Allora il Re, che era accorso al rumore, si ricordò della predizione delle fate: e sapendo bene che questa cosa doveva accadere, perché le fate l’avevano detto, fece mettere la Principessa nel più bell’appartamento del palazzo, sopra un letto tutto ricami d’oro e d’argento.

Si sarebbe detta un angelo, tanto era bella: perché lo svenimento non aveva scemato nulla alla bella tinta rosa del suo colorito: le gote erano di un bel carnato, e le labbra come il corallo. Ella aveva soltanto gli occhi chiusi: ma si sentiva respirare dolcemente; e così dava a vedere che non era morta. Il Re ordinò che la lasciassero dormire in pace finché non fosse arrivata la sua ora di destarsi………………

mi piace pensare a questo blog come a

agosto 31, 2009

 

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 una specie di scatola magica in cui cercare e (spero!!!) trovare tutti quegli aspetti dell’esistenza che sembrano essere stati spazzati via dalla contemporaneità :dagli antichi mestieri, ai materiali obsoleti,ma che potrebbero conoscere una nuova primavera se ,magari,adoperati  in modo diverso a tutti quegli stili di vita che possono apparire inconsueti e che,forse,proprio perchè ci appaiono come tali,hanno qualcosa di estremamente prezioso da insegnarci

 Nel prossimo post vi parlerò di qualcosa che sto tentando di imparare…….(!!!!)

filatoio333