Archive for the ‘Uncategorized’ Category

..e,a proposito di antichi mestieri…..

novembre 14, 2009

se vivete o capitate in veneto,in questo periodo non perdetevi questa mostra sugli antichi mestieri artistici ancora praticati a Venezia

orolegnomail

Con il legno e con l'oro

Con il legno e con l’oro è una mostra dedicata alle arti degli intagliatori del legno, battiloro e doratori che descrive la complessità e la ricchezza degli antichi mestieri artigiani ancora oggi attivi a Venezia.

Con il legno e con l’oro, visitabile fino all’8 dicembre 2009, è un insieme di eventi ideati e realizzati dall’Associazione El Felze che in questa come in altre occasioni mette insieme le “forze buone” della citta’ per divulgare una cultura di valore inestimabile: le attivita’ artigiane del legno e dell’oro, profondamente radicate nella storia della citta’ e nella sua cultura.

Inoltre, domenica 29 novembre alle 16 uno spettacolo-narrazione creato da Paola Brolati metterà in scena le storie di vita degli artigiani del legno, provenienti dalle montagne, che realizzavano le gondole con una sapienza profondamente legata alla natura.

La mostra si tiene presso:
Scoletta dei battiloro
Santa Croce 1980, campo San Stae, Venezia

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Chi può fare a meno di Photoshop?

novembre 7, 2009
THIS-IS-IT

Progetto realizzato da Andrea Leti

Che tu sia già un creativo di professione o aspirante tale ,o che tu sia un semplice amante del fai-da-te-blogging   ,prima o poi ,ti imbatterai in esigenze legate alle immagini che  ti condurranno a dovere riconoscere di dover apprendere le tecniche di Photoshop (e,se sei un/una pigrona come me sarà dura!!),C’è da dire che però,sarai spronato dalla bellezza dei risultati che si possono ottenere usando questo software:ho visto delle realizzazioni e degli effetti estremamente affascinanti.

Per questo ti segnalo l’inziativa di un intraprendente blogger,nonchè esperto di Photoshop ed altre tematiche collegate al blogging :www.andrealeti.it,Andrea  invierà a tutti coloro che si iscriveranno al suo blog ,allegato ad una email uno o più PLUGIN per Photoshop a sua scelta fra pennelli, azioni, forme, pattern, texture
ASSOLUTAMENTE GRATIS,APPUNTAMENTO SETTIMANALE lungo 2 MESI!

Oro che cola per un Photoshopper o aspirante tale!

Sempre sul blog di Andrea:www.andrealeti.it,potete trovare una bellissima realizzazione Photoshop con tutte le spiegazioni,step by step,per realizzarla dedicata a Mickael Jackson (che,a ripensarci,sarebbe bellissima anche per una t shirt).

Che dire ? ci ritroviamo da Andrea  allora e speriamo che ci invii pure un plug-in del  prezioso software:VogliadiLavorare.

Cibo d’inverno per i nostri amici alati

novembre 6, 2009

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Per fare il ritratto di un

uccello
A Elsa Enriquez

Anzitutto dipingere una gabbia 
con la porticina aperta 
dipingere quindi 
qualcosa di grazioso 
qualcosa di semplice 
qualcosa di bello 
qualcosa di utile per l’uccello
appoggiare poi il quadro ad un albero
in un giardino 
in un bosco 
o in una foresta 
nascondersi dietro l’albero 
silenziosi
immobili..
A volte l’uccello arriva presto 
ma può anche impiegare degli anni 
prima di decidersi
Non scoraggiarsi 
attendere
attendere se è il caso per anni 
la rapidità o la lentezza dell’arrivo 
non ha nessun rapporto 
con la riuscita del quadro 
Quando l’uccello arriva 
se arriva
osservare il più profondo silenzio 
aspettare che l’uccello entri nella gabbia 
e quando è entrato
chiudere dolcemente la porta col pennello 
poi cancellare una dopo l’altra tutte le sbarre 
avendo cura di non toccare nessuna piuma dell’uccello 
Fare quindi il ritratto dell’albero
scegliendo il ramo più bello 
per l’uccello
dipingere anche il verde fogliame e la frescura del vento 
il pulviscolo del sole
e il fruscio delle bestie dell’erba nella calura estiva 
e poi aspettare che l’uccello si decida a cantare 
Se l’uccello non canta
è cattivo segno 
segno che il quadro è sbagliato 
ma se canta è buon segno 
segno che voi potete firmare 
Allora strappate con tanta dolcezza 
una piuma all’uccello
e il vostro nome scrivete in un angolo del quadro
Prevert

La proposta che faccio,in realtà è anche un po’ opportunista!

Sì,perchè quale gioia immensa,nella stagione un po’ povera di colori e di fiori ch e il vedere la danza degli uccellini e le loro voci festose quando trovano,in giornata magari dura per loro,il cibo che gli abbiamo preparato,così mi sento di affermare che  non è un dono che facciamo ma,semmai,un reciproco scambio:cibo in cambio di gioia e,difficile stabilire  in questo caso,quale dono sia il più prezioso.

Passiamo alla pratica e  progettiamo  come offrire del cibo a degli uccellini granivori.

Occorrente:Delle belle pigne grosse meglio se già aperte,fra l’altro se ne prendete un po’ di più,potrete anche utilizzarle nei vasi sul balcono per proteggere le radici delle piante dla freddo,sono una valida alternativa allae foglie secche perchè marciscono molto più lentamente e  stanno ferma senza bisogno di ancoraggi contro il vento.

Fili di lana multicolori.

(comunque va bene anche il semplice spago anche se la lana dà un tocco simpatico al tutto)

Burro di arachidi.

Semi come:girasole.

                       canapa.

                        sesamo

                        uvetta

                       noci e nocciole sbriciolate

                       semi di lino

Tenica:spalmate bene le pigne con il burro di arachidi cercando di entrare anche un po’ negli interstizi delle aperture da dove sono caduti i pinoli.

Poi cominciate a rotolare le pigne nella miscela di semi  avendo cura di premere un po’.

Quindi legate saldamente con i fili di lana colorata le vostre pigne nei punti che meglio lo rendono possibile.

Adesso non vi resta altro da fare che appendere le pigne così realizzate, sui rami delle vostre piant e più robuste o alberi se  ne avete (ovvio alla larga da predatori).

Vi auguro di avere la fortuna di possedere una di queste piante dove avete appeso le pigna a”portata di vista”!!!!

Un’altra cosa che potete fare è mettere delle vaschette ampie e capienti piene di acqua per la sete e l’igiene degli uccelli:se lo fate dovrete cambiare giornalmente l’acqua per evitare il pericolo di gravi infezioni e stare attenti sia che non geli sia che non ci sia qualche simpatico micio nei paraggi!!!

Fatemi sapere e,se qualcuno di voi fosse proprio carino e volenteroso sarei anche lieta di vedere qualche scatto  dei vostri uccellini a pranzo!

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E c’è chi ascolta la musica dell’Apocalisse…..

ottobre 1, 2009

Sembra che ,in alcune particolari zone del mondo, le persone percepiscano un ronzio particolare che,da molti,è stato equiparato ad un motore diesel lontano.

Le zone elettive in cui avviene questo fenomeno,per ora sono negli USA,Regno Unito ed Europa dal Nord.

Le primissime volte,nel 1991,, in cui si è manifestato questo singolare fenomeno sono avvenute nella località del New Mexico di TaosLe : qui il disturbo è così acuto per “gli ascoltatori”, che nel 1993 venne indetta una petizione al Congresso per studiare il fenomeno e capire quale fosse la fonte del rumore.

Cìè chi ha attribuito al fenomeno la natura di interferenze che proverrebero da comunicazioni sottomarine ma c’è anche chi,come l’auore che segue ,che lo interpreta in senso escatologico.

http://www.carmillaonline.com/archives/2009/09/003192.html#003192

di Danilo Arona

““Il suo ronzare, un suono a bassa frequenza persistente come un’antica maledizione, viaggia per decine di chilometri nell’aria tersa, spingendo chi lo sente all’esasperazione e a volte a raptus di follia. E’ l’incubo di Taos, cittadina del New Mexico annidata su un altipiano a 2 mila metri d’altezza. Nel 1991 è arrivato il «Taos Hum», il fantasma sonoro, e da allora non se n’è più andato. Gli «hearers», quelli che avvertono il ronzio lamentano uno stato di malessere generale e sintomi anche gravi (emicranie, difficoltà respiratorie, attacchi di panico, insonnia). Non servono tappi per orecchie, ansiolitici, sonniferi. Alcuni disperati sono scappati da casa in piena notte, percorrendo centinaia di km alla ricerca dell’origine del ronzio. Ciò che è certo è che l’«Hum» è caratterizzato da una bassa frequenza, compresa fra 30 e 80 Hz, e quindi è difficilmente rilevabile tanto dagli strumenti quanto dall’orecchio (in altre parole, è un infrasuono, commento mio…). Già nel ’93 gli abitanti di Taos, esasperati, ottennero l’intervento di un team di esperti che, diretto da Joe Mullins della New Mexico University, coinvolse l’audiologo James Kelly e centri come il Los Alamos National Laboratory, il Phillips Air Force Laboratory e i Sandia National Laboratories. Si condussero rilevamenti acustici, geodinamici, magnetici, elettromagnetici e nel ‘95 stilarono un rapporto che tuttavia non chiariva il mistero. Esclusero però l’origine geofisica, visto che l’area è poco sismica, e la responsabilità della locale rete elettrica, che emette frequenze a 60 Hz. Si sa che in natura i suoni a bassa frequenza sono generati da fenomeni diversi, come interazioni del vento, variazioni barometriche, tornado, onde oceaniche, valanghe, terremoti, attività vulcaniche, fino alle aurore boreali. Le più comuni fonti artificiali di infrasuoni sono invece motori, impianti industriali, reti elettriche, «pipeline», turbine eoliche. Ma nulla di tutto ciò risulta una possibile causa del «Taos Hum».”

Al che la Di Cianni allarga la forbice e riferisce che la casistica sta crescendo. Qua e là sul pianeta, a macchia di leopardo, quanto meno dai luoghi da dove giungono i resoconti (Alaska, Gran Bretagna, Australia…). Soprattutto in Gran Bretagna, in cui si detiene il poco simpatico primato e già si registra il primo suicidio da persecuzione di Hum.

“Il «Bristol Hum» è il primo della serie, dato che ha conquistato i titoli dei giornali già dagli Anni 70. E oggi si registrano fenomeni a Londra e Leeds, oltre che nelle contee di Cheshire, Cornwall, Gloucestershire, Shropshire, Suffolk, Wiltshire. Tra gli episodi più recenti c’è quello del villaggio gallese di Minffordd, dove il Comune ha installato una serie di strumenti per individuare le cause del ronzio, e quello australiano del «Bondi Hum», nella celebre località balneare vicino a Sydney. Adesso gli «hummers» hanno costituito associazioni e gruppi di sostegno, mentre la «Low Frequency Noise Sufferers Helpline» di Southampton ha già ricevuto 2 mila richieste di aiuto e nuovi casi sono segnalati ogni settimana. Gli studi sul fenomeno restano scarsi, anche se la prima conferenza sul tema fu tenuta alla Royal Society of Medicine di Londra nell’89. Nel 2006 il neozelandese Tom Moir, dell’ Università di Massey, ha registrato l’«Auckland Hum» a una frequenza di 56 Hz, mentre ora David Baguley, audiologo dell’Addenbrooke’s Hospital di Cambridge, lavora a un progetto pilota con la Salford University, convinto che, per cause sconosciute, alcuni soggetti diventino ipersensibili a determinate frequenze, innescando un circolo vizioso che conduce a un’ansia incontrollabile. Ma il mistero è tutt’altro che risolto.”

Sin qui l’ottimo articolo della Di Cianni, che personalmente mi fa intravedere un ben altro panorama. Ovvero, che gli «hummers» siano ben di più e non affatto localizzati. Parto da un dato personale ed empirico: io, nel mio infimo, conosco più d’una persona che percepisce il misterioso ronzio. Io stesso mi reputo vittima, più che occasionale, del fenomeno. Se così stanno le cose, in Italia non siamo affatto pochi. E infatti questo forum di discussione,questo forum facilmente reperibile in rete, me ne offre ampia conferma.

Tutta gente a posto, non amateur del Lato Oscuro come il sottoscritto. Allora? Allora, mentre la scienza ci studia e ci organizza convegni, si può azzardare qualche ipotesi. Ad esempio, pensare a quelle onde presismiche “orizzontali”, quasi impercettibili, che però sono in grado di provocare un suono, anzi un infrasuono compreso tra i 2 e i 12 Hz (sarebbe interessante poter censire se all’Aquila e zone limitrofe esista chi sia stato oppresso da un qualche «hum» abruzzese…), che gli animali – uccelli, gatti e cani – sembrano in grado di percepire causa la predisposizione del loro apparato uditivo. Da qui in realtà deriverebbe la loro discussa “preveggenza” in merito ai terremoti. E anche quella di tanti bipedi umani i cui sensi paiono essere assai “animali”.

Ma si può anche andare oltre e puntare verso il dominio della Luce Oscura. Chi segue questa rubrica e la mia produzione in genere sa che esiste, tanto in Italia quanto in tutto l’orbe terracqueo, una comunità virtuale chiamata Final Dreamer o, più ottimisticamente all’italiana, “coloro che sognano la Grande Onda”. Non sto a ripetervi tutta quanta la storia (che peraltro trovate anche qui, su Carmilla), che si basa essenzialmente sulla constatazione che migliaia di persone condividono tutte le notti più o meno lo stesso sogno, quello della ciclopica onda “finale” che ci spianerebbe tutti quanti ad altezza zero… Sapete anche che le ipotesi più ardite in merito ipotizzano in realtà non un’onda acquatica, ma un’onda quantica o, meglio, una turbolenza cosmica – già in atto – che si sta esprimendo attraverso l’impatto sonoro di una vibrazione in grado di colpire la Terra, viaggiando tra le dimensioni, e di creare una serie di ripercussioni tanto sul piano materiale che su quello sottile ed energetico.

In questo momento starebbe appunto vibrando una sorta di “nota di fondo” universale, in primo luogo viene avvertita da coloro che condividono i sogni, e poi da tutti gli “altri”, «hummer» in testa. Naturalmente questa nuova “nota di fondo” universale darà un turbo, potenzierà le persone e cose che possiedono vibrazioni a essa compatibili, mentre dall’altra parte chi avrà pensieri e abitudini disarmoniche con tanto e disturbante “rumore di fondo” del cosmo riscontrerà forti difficoltà, che andranno dalle nevrosi e psicosi fino alla pazzia aggressiva, con tutte quelle conseguenze di cui leggiamo ogni giorno sui giornali.

In altre parole, l’Hum – che in altra sede ho personalmente ribattezzato come buuuzzz quantico – annuncia lo tsunami cosmico, attorno al quale l’aneddotica e l’editoria del 2012 si stanno sprecando anche con notevoli risultati economici. Peraltro, anche nella fisica quantistica si parla di “stati vibrazionali della realtà”, per effetto dei quali non siamo affatto in grado di percepire con gli occhi realtà vibratorie quadrimensionali, ma forse di “udirle”. E sappiamo anche che il nostro pianeta – molti scienziati lo ripetono da anni – sta mutando la propria vibrazione dimensionale. Gli esseri umani sono connessi col pianeta in cui vivono in molte maniere: tramite il campo elettrico del cervello, la massa gravitazionale del proprio corpo o le polarità magnetiche del corpo astrale. Tramite queste connessioni, la Terra è in grado d’influenzare gli esseri umani con il proprio campo elettromagnetico/gravitazionale. E forse semplicemente coloro che sognano l’Onda – che sono sempre più numerosi – si stanno connettendo con la colonna sonora del suo arrivo

ALTRE FONTI PER APPROFONDIRE LE RICERCHE:

Approfondimenti:

Expert for Electromagnetic Fields Fights for Hum Sufferers in Slovenia

Resident irritated by ‘hum’

Auckland North Shore Hum

Documenti:

The Kokomo Hum Investigation

Low frequency noise research papers

Propagation of ELF electromagnetic waves and project sanguine/seafarer

Extremely Low Frequency Transmitter Site Clam Lake, Wisconsin

High Voltage Lines

Fonti:

http://homepages.tesco.net/~John.Dawes2/page1.htm

http://amasci.com/hum/hum1.html

http://www.qsl.net/w5www/taoshum.html

http://www.fiu.edu/~mizrachs/Taos-hum.html

http://www.elfrad.com/clam.htm

Questo libro farà molto discutere………

settembre 29, 2009

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Termine di credito: “Tomo.Yun (www.yunphoto.net/it/)”

prossima-era-glaciale

 

L’autore Robert W. Felix

sostiene nel suo libro :La Prossima Era Glaciale

che  noi stiamo vivendo una fase di transizione ch enon ci condurrà ,come i più sostengono ,verso  un surriscaldamento del nostor pianeta con tutto ciò che ne consege ma ,anzi ci dirigiamo verso una nuova glaciazione,une delle  tante che avverrebbero ciclicamente ogni   11.500 anni l’ultima sarebbe stata quella che ha spazzato via i dinosauri.

Il sito di riferimento dell’autore è questo:http://iceagenow.com e http://www.evolutionaryleaps.com

Non occorre precisare, che la scienza ufficiale sta attaccando a più riprese l’autore che non vantando titoli accademici (è un ex architetto) viene criticato come un produttore di junk-scince ,scienza-spazzatura-

Il fatto è che comincia ad esserci anche un altro studioso che si sta allineando sulle stesse tesi come ad esempio il famoso botanico:botanico David Bellamy

Per informazioni su David Bellamy :
http://www.biologydaily.com/biology/David_Bellamy
Per un estratto della lettera di Bellamy su New Scientist: http://www.evolutionaryleaps.com

Anteprima del libro:

 

Arriva finalmente anche in Italia il libro che ha stravolto le certezze degli americani e ne ha acceso le paure più ancestrali. L’ex architetto Robert W. Felix dà vita a una convincente e sorprendentemente ben documentata teoria sulle cause delle estinzioni di massa e dei più preoccupanti fenomeni fisici che coinvolgono il nostro pianeta, alla scoperta del sottile filo che lega inversione di campo magnetico, innalzamento delle temperature degli oceani, terremoti e attività vulcaniche.

Un testo straordinario che, grazie alla semplicità dell’esposizione, mette a disposizione di tutti i lettori dati, statistiche e nozioni scientifiche da “addetti ai lavori”. Uno studio accurato e mai banale che avverte di non convogliare la nostra attenzione nella direzione sbagliata, ma di volgere lo sguardo là dove serve davvero: verso il cielo. In attesa del prossimo fiocco di neve.

65 milioni di anni fa, i dinosauri vennero spazzati via dalla faccia della Terra da qualcosa di terrificante e terribilmente veloce. Cosa accadde? La teoria più diffusa, di grande suggestione, imputa la responsabilità a un asteroide o un meteorite in collisione con la superficie terrestre. Nulla di più sbagliato.

Secondo Robert Felix a cancellare il 75% di tutte le specie allora viventi fu una glaciazione, l’ennesima della storia del nostro pianeta. Più o meno ogni 11.500 anni la Terra viene sorpresa da un’era glaciale, che arriva improvvisa e altrettanto improvvisa se ne va, lasciando dietro di sé una scia di morte e distruzione e cedendo il passo a un’era interglaciale, un’era di transizione. Quella in cui ci troviamo attualmente e che è agli sgoccioli.

Robert W. Felix è un outsider del mondo scientifico. Di professione architetto, si è appassionato per anni a uno dei più grandi misteri del nostro pianeta: l’improvvisa estinzione di massa dei dinosauri. Anni di studi lo hanno portato a dissociarsi dalle spiegazioni ufficiali per formularne una nuova, affascinante e inquietante al tempo stesso, perché riguarda anche noi. Questo libro è il risultato di quello che ha scoperto.

Robert W. Felix è un outsider del mondo scientifico. Di professione architetto, si è appassionato per anni a uno dei più grandi misteri del nostro pianeta: l’improvvisa estinzione di massa dei dinosauri. Anni di studi lo hanno portato a dissociarsi dalle spiegazioni ufficiali per formularne una nuova, affascinante e inquietante al tempo stesso, perché riguarda anche noi.

Non ho preparazione scientifica ma sono rimasta un po’ perplessa anche se,indubbiamente incuriosita,sarei quais tentata di prendere il libro…Voi che ne pensate ?

Solita trovata sensazionalistica o forse la verità come talvolta accade si colloca nell’esatta direzione di quella verso cui tutti stanno guardando?

Trasferirsi su un altro pianeta

settembre 23, 2009

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E’ stato scoperto un pianeta al di fuori del nostro sistema solare che è stato chiamato:CoRoT-7b, il pianeta che assomiglia alla Terra Lo ha scoperto il telescopio spaziale Corot, questo pianeta extrasolare, denominato CoRoT-7b, che ha una densità tale da far presupporre che la sua consistenza sia rocciosa, simile quindi a quella del nostro pianeta. mentre tutti gli altri esopianeti scoperti fino ad adessoavevano piuttosto una consistenza gassosa.

 

Per adesso sembra che non vi siano le possibilità reali di una qualche forma di vita su Corot ,perlomeno non una forma di vita così come siamo soliti pensarla,ma per esperienza,so che tutte le verità sono immutabili fino a……..prova contraria!!

 

Saresti pronto a lasciare la vecchia  Terra per tentare un’avventura assolutamente inedita in un altro sistema solare?

Non pensare che sia un’ipotesi esattamente  fantascientifica quella che ti sto esponenedo

Al momento (2008), un primo passo verso questi obiettivi è la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) orbitante, nella quale si stanno studiando in un primo approccio i problemi del corpo umano legati all’assenza di gravità.
Esistono anche diversi progetti della NASA e dell’ESA sulla possibilità di colonizzare lo spazio esterno.
L’accordo e l’amicizia, in una rinnovata tavola rotonda delle nazioni, ha portato a tutti grandi vantaggi economici, politici e sociali.

Le nazioni che stanno partecipando al progetto sono Stati Uniti, (NASA), Russia, (RKA), Italia, Giappone, (JAXA), Francia, Brasile, Germania, Svizzera, Canada, (CSA), Austria, Finlandia, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, (ESA). Mentre altre sono in attesa di unirsi all’impresa altri paesi, come la Cina e l’Inghilterra.”

fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Colonizzazione_dello_spazio

E stai pur certo che qualora si evidenziassero vantaggi economici per i “soliti”, a questi progetti verrebbe messo il turbo e comincrebbero a bombardarci di pubblicità che ci illustra quanto vantaggiosa,picevole e asoslutamente cool sia la vita su una navicella spaziale o un pianeta artificiale.

Comunque sono convinta che sarebbe un’esperienza interessante,daltronde questo blog si interessa di antichi mestieri ma anche di stili di vita alternativi  e………….più alternativi di così!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Impressioni?

Pareri?

 

Oggi deve essere proprio la mia giornata “spaziale”……ho scovato questo nuovo autore di cui potete leggere gratis i primi due capitoli del suo lavoro:Hope, le mirabolanti avventure un’astronave  a questo link.:http://www.scribd.com/doc/20113845/Hope-le-mirabolanti-avventure-di-unastronave-i-primi-due-capitoli-gratis

Sintesi dei contenuti:

Hope, le avventure di un’astronave non è solo un libro. E’ il resoconto di eventi futuri, è una memoria di antichi eventi giunti fino al nostro tempo grazie a qualche assurdo e inconcepibile paradosso temporale. In un turbinio di incontri improbabili e colpi di scena, il lettore viene guidato dall’autore in un viaggio in un assurdo universo, dove personaggi e avvenimenti si stagliano su uno sfondo di riferimenti ai classici della fantascienza e omaggi all’epopea “autostoppistica” del compianto Douglas Adams, per sollevare interrogativi e dubbi su problemi di oggi, come l’integrazione e la collaborazione tra realtà e popoli apparentemente lontani e diversi, ma uniti verso un unico obiettivo. Se non l’hai ancora letto, cosa aspetti? Collegati a http://www.astronavehope.com per maggiori informazioni! Questi sono i primi due capitoli, disponibile gratuitamente! E’ possibile acquistare la versione completa cartacea 

 http://www.lulu.com/content/7659328

o l’ebook http://www.lulu.com/content/7660805

Buona lettura a tutti!

Riuscire online:i primi passi sono i decisivi

settembre 15, 2009

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Author: Jon Sullivan

Che tu sia online già da anni o che invece abbia cominciato la tua avventura in internet solo da poco, ti sarai sicuramente già reso conto, che uno dei più grandi ostacoli da superare per chi voglia cimentarsi con un’attività online è ottenere una reale visibilità,può sembrare un paradosso ma, proprio la grande libertà d’azione nel potersi proporre che offre la rete , ne costituisce anche il limite.
Tutti più o meno sappiamo aprirci uno o più blog e molti possiedono già,magari anche da anni,un sito ,ma questi luoghi virtuali restano stranamente silenziosi poche le visite e, quelle poche, infruttuose.
La maggioranza di blog e siti viene poi abbandonata al proprio destino senza che spesso,il proprietario si interessi neanche della loro effettiva chiusura quasi che mai,avessero neanche posseduto una vera vita.
In questo modo il tanto agognato business on line diviene e,sopratutto resta ,un miraggio.eppure molti giustamente si chiedono:ci sono realtà in internet che,incontestabilmente ,sono un successo assoluto,è solo una questione di budget?
O forse chi ha aperto queste “fortunate” attività si è avvalso sin dall’inizio di persone competenti che lo hanno guidato passo passo?
Credo proprio che sia reale quest’ultima ipotesi che ,a fronte di una spesa iniziale ,tutto sommato accettabile,diciamo una specie di investimento,scegliendo di avvalersi della guida di una web agency nella fase embrionale ha decretato un buon inizio e posizionamento prima e,un successivo inevitabile sviluppo e successo in seguito di quelle attività che effettivamente si sono conquistate e,soprattutto hanno mantenuto ,il proprio posto al sole nel web.
web agency è indiscutibilmente una realtà in grado di offrire all’utente un servizio nell’ambito dell’internet business,a 360°:già in fase di progettazione, il sito web viene concepito in modo idoneo a fargli ottenere i primi posti sui motori di ricerca ed è dato di fatto ormai assodato di come questo fattore, possa determinare il successo o il completo fallimento di un’attività online.Inoltre RYHAB Solutions è in grado di curare l’ottimizzazione SEO e questo, anche nel caso si abbia già un sito che verrà appositamente analizzato dalla . RYHAB Solutions per evidenziare e risolvere tutti gli ostacoli ad un’indicizzazione ottimale sui motori di ricerca.
E’ importante sottolineare che RYHAB Solutions è anche all’altezza di guidarti in una campagna pubblicitaria pay per click ,tanto per citare la più nota come Google ADwords ,che non è affatto facile gestire se non se ne conoscono approfonditamente,dettagli e sfumature
RYHAB Solutions può creare ed organizzare le tue campagne di banner advertisment in modo da rafforzare la tua immagine sul web.
In una fase più avanzata se avrai bisogno di software personalizzato per la tua realtà, Ryab solution può realizzartelo .
Un ultimo aspetto di cui forse si parla troppo poco ma,indubbiamente esistente da sempre in rete è il pericolo reale che la propria attività ondine possa venire diffamata da persone che ,sotto la maschera dell’anonimato potrebbero essere in realtà al servizio di attività concorrenti,anche nel caso di questa spiacevole eventualità,la RYHAB Solutions è in grado di porre in atto una valida forma di protezione anche in forma preventiva e,se temi di poter essere indesiderato oggetto di questa specie di attacchi,una strategia di questo tipo potrebbe sin dall’inizio .salvaguardare la reputazione e l’immagine della tua attività.
A questo punto resta solo da chiederti? Vuoi restare uno dei tanti o hai deciso di vincere?
Se hai scelto la seconda opzione ricordati questo link: http://www.ryhab.com/

E a proposito di fai da te

settembre 14, 2009

guardate queste borse giapponesi realizzate senza cuciture,il nome tradizionale è :FUROSHIKi

http://www.youtube.com/watch?v=NC7MH3EzBWM

e qui sotto i mille modi di realizzare il Furoshiki:
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Filare…………..

settembre 12, 2009

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E’ arrivato il libro sulla filatura gli ho già dato una scorsa e,forse (molto ottimisticamente!!!)penso che qualcosa dovrei riuscire a combinare però adesso mi chiedo? Dove le trovo le fibre per iniziare a provare?
Altra ricerca in rete………..
Poi male che vada potrei rivolgermi ad un pastore!!

E adesso mi chiedo anche :ma ,se poi vorrò tingere la mia lana che colori dovrò adoperare?
Mi sono ricordata che delle erbe con molto potere colorante sono queste:
CURCUMA
Pianta appartenente alla famiglia delle Zingiberacee. Genere comprendente erbe rizomatose dalle lunghe foglie semplici e dai fiori disposti in densi grappolispiciformi. Abitano l’Asia tropicale. Dalla CURCUMA longa, coltivata in India, si ricava una materia colorante gialla, la curcumina, che si adopera in tintoria.

INDACO
Sostanza colorante azzurra conosciuta e impiegata sin dalla più remota antichità, ancor oggi uno dei coloranti più importanti. Indaco naturale: è contenuto sotto forma di glucoside indacano in diverse piante del genere Indigofera (Indigofera Tinctoria, Leptostachya, ecc.), che crescono in India, Cina e in altre regioni tropicali e subtropicali; in Europa si coltivava un tempo per l’estrazione dell’INDACO l’Isatis tinctoria (guado dei tintori).
L’INDACO si estrae lasciando macerare in acqua le foglie o l’intera pianta raccolta nel periodo della fioritura. Sotto l’azione di enzimi contenuti nella stessa pianta l’indacano si scinde in glucosio e indosile che, per azione dell’aria, si ossida a INDACO che si separa in fiocchi azzurri. L’ INDACO naturale contiene oltre alla sostanza colorante azzurra detta indigotina o blu d’INDACO, che ne è il costituente principale, quantità più o meno grandi di indirubina o rosso d’INDACO, sostanza colorante rossa, di bruno d’INDACO, sostanza bruna solubile in acqua, di canferolo, o giallo d’INDACO, un derivato flavonico, di sostanze azotate (glutine d’INDACO) e di ceneri.

MALLO
È la buccia che riveste il guscio legnoso delle noci; dapprima è verde punteggiata di nero, poi a maturità si fende e si distacca, annerendo completamente. Ha sapore acerbo e aspro e poco odore. Botanicamente il mallo è una parte del frutto della noce essendo infatti costituito dall’eso- e mesocarpo; l’endocarpio invece lignificandosi è andato a costituire il guscio sopracitato. Nel mallo si trova un principio acre e amaro (inglandina) il quale sotto l’azione prolungata dell’aria e dell’umidità si trasforma in una sostanza nera, insipida, insolubile. Nel mallo si trova inoltre un particolare tannino sotto forma di un composto simile all’acido pirogallico, il quale si colora pure in nero all’aria. Per tali sostanze la buccia della noce viene utilizzata per tingere capelli, per rinvigorire e uniformare la colorazione dei legnami, come colorante di tessuti.

ROBBIA
Con questo nome e con quello di garanza si indica la radice macinata della Rubia Tinctorum, pianta erbacea perenne delle Rubiacee, coltivata per le sue proprietà tintorie (in varie gradazioni di rosso), fin dalla più remota antichità in India, Persia, Egitto, nota ai Greci e ai Romani venne introdotta dall’oriente in tutta italia e Francia: nel 1600 venne coltivata nell’Alsazia, in Slesia, in Olanda.
Dopo il 1870, in seguito alla preparazione sintetica della alizarina (C14 H8 O4) il prodotto viene venduto in pasta al 20-40%, tinge cotone, lana, seta. Il cotone deve essere prima inzuppato in olio per rosso turco o solforicinato, principio colorante della robbia, la sua importanza declinò; la coltivazione è ora praticata solo in oriente.
La Rubia Tinctorum ha fusto sottile quadrangolare, piccole foglie lanceolate, riunite in verticilli, fiori gialli terminali, radici numerose e ramificate. La radice fresca è cilindrica, lunga 20-30 cm., spessa 1-2 cm., con una cuticola di colore bruno rossiccio cui segue uno strato giallo. Le radici vecchie contengono una quantità maggiore di quelle giovani di colorante, per questa ragione si raccolgono nel terzo anno di vita (colorante 2%). Dopo essicamento e macinazione, forma una polvere color zafferano.

ZAFFERANO
Questo nome designa propriamente gli stimmi del fiore di Crocus Sativus (fam. Iridecee); per estensione lo si usa per indicare la pianta stessa, che è alta una decina di centimetri, dotata di bulbo-tubero rotondeggiante, carnoso, ricco di amido, rivestito di tuniche membranose brune; tale bulbo (che si pianta solitamente in luglio-agosto) produce dapprima un ciuffo di foglie erette, lineari, nel cui centro si forma lo scapo fiorale, per lo più uniflor. La fioritura avviene in autunno.
Lo zafferano, noto sin dall’antichità (è menzionato già in un papiro egiziano del 1550 a.C.) coltivato in Spagna sin dal X secolo, si coltiva oggi principalmente in Francia, Spagna, Iugoslavia (Macedonia), Russia, Iran, Italia, specialmente in Abruzzo. La raccolta dei fiori deve avvenire la mattina prima delle 10 (più tardi gli stimmi appassiscono); si staccano gli stimmi con le unghie e si seccano con opportune cautele (se la temperatura è troppo alta lo Zafferano divento nero o turchino scuro, se troppo bassa ammuffisce). Occorrono 80 Kg. di prodotto fresco per ottenere 1 Kg. di Zafferano commerciale. Per essere considerato un buon prodotto 1 mg. di Zafferano deve colorare sensibilmente 700 g. di acqua. L’elemento colorante è un glucoside: la crocina

L’avventura continua……………alla prossima puntata

Dipingere con le dita

settembre 10, 2009

Fra le tante attività alternative che mi affascinano e,questa devo dire che l’ho sperimentatta personalmente c’è la pittura con le mani.
Se pensate che si possa ottenre con questa tecnica esclusivamente dei lavori informali,forse vi sorprenderà sapere che Tiziano ha spesso dipinto con le mani!!
Ma al di là della riuscita artistica o meno,quello che posso dire di aver sperimentato è una gioia intima che deriva dal contatto diretto dlelproprio corpo con la materia cromatica.
Se ,non a torto ,temete della tossicità dei tradizionali colori potete usare quelli specifici per i bambini o,addirittura cimentarvi con colori che realizzerete a partire dagli elementi che avete già…nella vostra cucina!!
Ad es:orzo,caffe,the,carcadè,zafferano se volete strafare potete aggiungere hennè, ,indigo e così via…
Ricordate però che i colori così ottenuti sono meno stabili per ovvi motivi.
Anzi,mentre sto scrivendo questo post,mi è venuto in mente,di realizzare appositamente un pannello che poi fotograferò e pubblicherò su questo blog per cui sul discorso della pittura con le mani,ritornerò sicuramente